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Sentenza Cassazione ribalta il 1° e il 2° grado

</span></figure></a> La vicenda riguarda una portineria
La vicenda riguarda una portineria

Uno delle proposte al vaglio del ministro Orlando – che ha ripreso qualcosa dibattuto già da tempo – per rendere più snella la giustizia consiste nel bloccare il ricorso in cassazione in caso di duplice sentenze conforme in 1° e 2° grado. Ecco invece una sentenza che ribalta i verdetti dei primi due gradi: la Cassazione ha valutato un ricorso di una donna di Roma che ha portato in tribunale l’Ente nazionale di previdenza e assistenza per farmacisti che le aveva assegnato come alloggio del portiere un seminterrato umido, tanto che i sintomi della sua artrosi si erano aggravati. Sia il tribunale che la Corte d’Appello di Roma non avevano ravvisato un legame tra la malattia e l’appartamento e avevano negato il risarcimento, nonostante le perizie disposte avessero evidenziato come l’umidità potesse essere una causa “addizionale” per l’aggravamento dell’artrosi, una patologia che si sarebbe evoluta lo stesso con gli anni, avevano concluso i periti, anche in un ambiente più confortevole. Per la Cassazione – sentenza 18247 della terza sezione penale – i giudici di merito hanno sbagliato nell’escludere “un nesso causale o concausale tra le condizioni insalubri dell’appartamento e la patologia” della portiera. Anzi, secondo gli ermellini “l’aggravamento dello stato di dolore fisico e della menomazione funzionale” legata ad una patologia già esistente “integra una menomazione ulteriore” in “diretto rapporto causale” con i fattori “che tale aggravamento hanno determinato”. Alla luce di queste considerazioni la Suprema Corte ha quindi disposto un nuovo giudizio di appello.

  • giovanni surano |

    Altra sentenza della Cassazione che ribalta una “doppia conforme”, anzi una “tripla conforme” visto che si è arrivati al 5° grado di giudizio, è la sentenza 36045/14 del 13 giugno 2014 – depositata il 10.8.2014 Pres. e Rel. Di Tomassi – Imp. Surano

  • Carmine Cavallo |

    Questa proposta di legge potrebbe avere un senso se i giudici di primo e secondo grado fossero conscenziosi e scrupolosi. Purtroppo non è così, sono vittima di un caso di licenziamento per giusta causa impugnata con rito Fornero dove tutte le sentenze successive hanno confermato la seguente frase. “DA UN SOMMARIO ESAME DEGLI ATTI E DEI DOCUMENTI PRODOTTI IN CAUSA, il licenziamento si ritiene inefficace….” disponendo un risarcimento a tale danno. Per i tre gradi di giudizio non si è mai scesi nel merito. Peccato che altri miei colleghi licenziati per lo stesso motivo e giudicati in altri tribunali con diversi giudici, i quali hanno svolto il loro lavoro con coscienza ed onestà hanno disposto il reintegro. Cosa ne pensate di questa giustizia? Una legge uguale per tutti? O funzione del giudice e del territorio?

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