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In Cassazione i ricorsi più strampalati

strabismoDall’ingiuria che non c’è perchè l’imputato è «affetto da strabismo», alla diffamazione che va scusata perchè l’accusato finito sul banco degli imputati è «stressato dalle eccessive denunce». Nelle aule di giustizia arrivano sempre più spesso cause strane con imputati indifendibili e tesi difensive a dir poco stravaganti. Di recente, ad esempio, alla Corte di Cassazione è arrivato il caso di un uomo che era stato condannato per ingiuria. Fin qui nulla di strano, se non fosse per la tesi utilizzata dal difensore. Il legale, pur di tirarlo fuori il suo cliente dalla condanna ad una multa per ingiuria, ha sostenuto davanti al massimo consesso delle toghe che il suo cliente mai e poi mai aveva insultato chi lo aveva querelato. Il motivo? Il «grave strabismo» da cui era affetto. L’avvocato si è spinto oltre e, forse non tenendo conto che un’altra denuncia potrebbe essere dietro l’angolo, ha fatto il nome di un’altra persona alla quale l’ingiuria era più probabilmente rivolta. La tesi dello strabismo, ad ogni modo, non è stata presa in considerazione da piazza Cavour che ormai quotidianamente si trova alle prese con richieste stravaganti oltre che irricevibili. Non sono mancati, citati alla sbarra, imputati che hanno fatto causa perchè «stressati dalle troppe denunce». All’attenzione della Suprema corte sono arrivati, e continuano ad arrivare, ladri di luce, sradicatori di rose per amore. Difficile spuntarla. Non vanno dimenticati i condomini che citano in causa i dirimpettai anche solo per un ramoscello che sporge un po’ troppo. Di litigio in litigio, in Cassazione è arrivato, dunque, il caso di un avvocato che, per difendersi dall’accusa di diffamazione, ha sostenuto con una personalissima tesi di essere «sotto stress» per le troppe denunce capitategli tra capo e collo. Anche in questo caso i giudici hanno risposto picche alla tesi alquanto stiracchiata.