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Vigile inventa incidenti per parenti e amici

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Un agente di polizia municipale, dietro vantaggio economico, ha formato un atto falso per consentire a suoi amici e parenti di concorrere a una tentata frode assicurativa. Egli attestava falsamente di essere in servizio e di essere giunto sul luogo di un incidente stradale mai avvenuto. Tale comportamento contrario ai propri doveri di servizio gli è costato caro. Il Tribunale penale di Pistoia ha infatti affermato la sua responsabilità penale, condannandolo, dopo aver patteggiato, a due anni di reclusione.  A provare ciò è bastata la sentenza penale di “patteggiamento” (artt. 444 e segg. del c.p.p.).  Sulla quantificazione del danno i giudici toscani hanno dovuto ridurre la proposta della Procura ( 7mila euro), per la rilevante distanza temporale tra i fatti delittuosi e l’applicazione della sanzione disciplinare all’agente municipale. Ciò contrasta, almeno parzialmente, con l’immagine di una Amministrazione particolarmente efficiente e, pertanto, è stato applicato il minimo dell’importo pari a 4mila.

Dal “Quotidiano della Pa”