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Bimbo in auto, che cos’è l’amnesia dissociativa

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“Un buco nero nell’attenzione, una fase in cui si è proiettati anziché su quello che si sta facendo, su ciò che si dovrà fare successivamente. Ciò fa si che la mente memorizzi un’ azione come già fatta, mentre così non è ma non ce ne ricordiamo” . Così la psicologa e psicoterapeuta Paola Vinciguerra descrive l’amnesia .  “Ciò deriva spesso dall’abitudine, da comportamenti automatici nei quali non mettiamo la dovuta attenzione – spiega Vinciguerra – un gesto quotidiano, una prassi come quella di portare il bimbo a scuola è legato in questo caso a un processo pratico di disbrigo di un’incombenza piuttosto che a un’emozione, mentre dovremmo proprio recuperare la fase emozionale di ciò che facciamo per evitare di commettere errori che in alcuni casi possono essere fatali”. “Ciò che è accaduto nella mente del papà di Piacenza, ovviamente con conseguenze meno tragiche, è una cosa comune, la nostra quotidianità è piena di piccoli atti mancati e lo stress che accumuliamo per le tante cose da fare gioca un ruolo rilevante, perché tendiamo a eliminare tutto ciò che è abitudine, prassi – conclude l’esperta- dovremmo invece imparare a fare una cosa per volta, pensando solo dopo alla successiva, allenando la parte destra del nostro cervello, quella legata alle emozioni, a sentire”.
  • dawnraptor |

    Personalmente mi è capitato più di una volta, specie in caso di cambiamenti di programma, di continuare per la strada normale, come se avessi l’autopilota, nonostante sapessi di dover andare/fare cose diverse. Non è la stessa cosa, ma credo ci si avvicini. E sfido chiunque a dire che non ha mai dimenticato di andare a prendere qualcuno a scuola, a casa dei nonni, in qualsiasi altro posto. Magari si è già arrivati a casa e si riparte di corsa… Credo che i disturbi compulsivi di chi torna e ritorna a verificare se ha chiuso il gas, la porta, ecc.ecc. derivino anche da disturbi di questo genere.
    Una tragedia. E’ facile puntare il dito. Ma io non mi sento di scagliare nemmeno un sassolino. Mi conosco. Avrei potuto benissimo essere io. La vita è compulsiva, si va avanti come le macchine, e le macchine non hanno sentimenti.

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