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Assolto dall’accusa di omicidio volontario

</span></figure></a> “Cento volte ingiustizia”, volume edito da Mursia su casi giudiziari 1948-1996
“Cento volte ingiustizia”, volume edito da Mursia su casi giudiziari 1948-1996

“E’ stata una grande sofferenza essere accusato di avere ucciso la mia compagna alla quale ero molto legato”. Lo ha detto Germano Graziadei, dopo aver appreso di essere stato assolto dall’accusa di omicidio volontario con una condanna a 21 anni di carcere. Alla lettura della sentenza erano presenti anche i genitori e la sorella. “E’ stato un percorso triste e molto duro – ha riferito la mamma con le lacrime agli occhi – è stata veramente una lunga sofferenza”. L’avvocato Andrea Vernazza che con Massimo Auditore difende Graziadei ha commentato: “Ritengo che la sentenza sia giusta. Secondo me c’erano già tutti gli elementi in primo grado per assolverlo, quantomeno con formula dubitativa. In Appello si è poi aggiunta la consulenza del professor Lorenzo Varetto che ha tagliato la testa al toro”. Il medico legale torinese, consulente dei giudici di secondo grado, nella sua perizia aveva indicato il suicidio come causa possibile della morte della donna. Il pg Luigi Cavadini Lenuzza ha riferito che leggerà le motivazioni della sentenza e deciderà se fare o meno ricorso in Cassazione.