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Isis, Islanda chiude sito e parla il primo pentito

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L’Islanda, per la prima volta nella sua storia, ha chiuso un sito internet, perché rivendicava la sua appartenenza al gruppo jihadista dell’Isis. Il nome del dominio, “califfato.is”, appartenente a un’organizzazione registrata come “Stato islamico”, era online da settembre e secondo le autorità conteneva tra le altre cose video di decapitazioni di ostaggi. Helgi Hrafn Gunnarsson, deputato per il Partito Pirata, ha criticato la scelta sottolineando che “il pubblico ha il diritto di studiare e discutere delle idee anche le più abominevoli, soprattutto quando si tratta di orrori come quelli dello Stato islamico”. Intanto scrive Mahmud Aldilaimi sull’agenzia Ansa che Taher Ghanem Aldulaimi, 46 anni,  è il primo pentito dell’Isis: ci hanno ingannato: ci avevano fatto credere che loro (Isis) volevano realizzare le nostre richieste popolari, ma abbiamo scoperto che in realtà volevano controllare l’Iraq ed attuare programmi che vanno ben al di là delle nostre richieste nazionalistiche commettendo azioni lontane anni luce dall’Islam e dal codice d’onore tribale. Molti dei cosiddetti “combattenti delle tribù” dell’Anbar sono stati giustiziati perchè volevano dissociarsi o perchè protestavano contro l’uccisione di iracheni senza motivi validi”. Aldulaimi inoltre non sa spiegarsi i motivi delle “facili vittorie contro l’esercito iracheno, specialmente contro le divisioni corazzate “che a volte – racconta – ottenevamo armi senza colpo ferire”.