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Condannati per insulti via web

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Abusi, insulti e minacce sul web, lanciati facendosi scudo dell’anonimato sui social network, non possono restare impuniti. L’urgenza per l’intervento è emersa insieme con una serie di casi che hanno fatto particolare clamore nel Regno Unito, portando all’attenzione dell’opinione pubblica i rischi e i danni che tali comportamenti online provocano. L’ultimo in ordine di tempo, una nota presentatrice televisiva che ha subito minacce e insulti estremi. Ma è particolarmente noto il caso dei coniugi McCann – i genitori di Maddie, la bambina inglese scomparsa nel 2007 in Portogallo mentre era in vacanza con la famiglia e le cui ricerche continuano ancora oggi – che sono da tempo bersaglio di questo tipo di persecuzione. Il dito è puntato quindi in particolare contro i cosiddetti troll, gli internauti che interagiscono con altri utenti della rete al solo scopo di disturbare determinati dibattiti online o fomentare gli animi. Sotto il mirino sono finiti le minacce e gli abusi verbali sempre più frequenti, che provocano paure e angosce in chi li riceve, ed è questo che il governo britannico intende punire e fermare.