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Vogliamo parlare delle parcelle degli avvocati?

Con una sanzione pecuniaria di 912.536,40 euro, ieri l’Antitrust ha multato il Consiglio nazionale forense per aver «ristretto la concorrenza, limitando l’autonomia degli avvocati in materia di compensi professionali». La decisione dell’Autorità – si legge in una nota dell’Antitrust – chiude così un’istruttoria sulle condotte del Cnf per violazione dell’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Il Consiglio forense – si spiega nella nota – è stato sanzionato dall’Agcm per aver pubblicato una circolare con cui reintroduceva di fatto l’obbligatorietà delle tariffe minime, non più vincolanti dopo la cosiddetta «riforma Bersani» del 2006 ed effettivamente abrogate nel 2012. LA MIA STORIA Questa estate ho pagato tre avvocati, con due tutto ok con uno no tanto che ho presentato ricorso all’Ordine degli avvocati di Milano contestando la parcella che intanto ho pagato, per evitare ulteriori antipatiche iniziative del legale in oggetto. La richiesta per due settimane è stata di 2mila euro vantando di avere portato a termine due delle 5 fasi previste dalle norme di categoria.  Un avvocato nell’attività extragiudiziale per farsi pagare può usare una delle tante modalità previste di calcolo del compenso, ma se non te ne parla e se poi il mandato viene revocato ti applica quella più penalizzante. Spero che l’ordine degli avvocati di Milano dimostri di essere un organo autorevole e spieghi al suo iscritto dove e perché ha esagerato. Cari clienti degli avvocati credo che passerò con il megafono – a partire da questo blog – ad avvertirvi dei pericoli economici che si possono correre con i legali e vi farò conoscere i vostri diritti e le procedure da pretendere. Ma vi aiuterò anche nella prevenzione: iniziamo con il dire che più si sta lontani dai tribunali e meglio è e che tante cose tipo la separazione, se si è intelligenti, si possono fare con efficiacia e velocità senza legali.