Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

False fatture per 3,5 miliardi di euro

Smog-e-inquinamento-atmosfericoFalse fatture per 3,5 miliardi di euro, l’entità di una piccola manovra finanziaria, e una presunta frode fiscale da circa 650 milioni di euro, cifra questa, tra l’altro, che tra beni mobili, immobili e quote societarie è stata sequestrata con un blitz che ha visto impegnati 150 militari delle Fiamme Gialle. Sono i numeri impressionanti dell’inchiesta “green fees” della Procura di Milano che lo scorso 12 dicembre ha portato all’arresto di nove persone, sei in carcere e tre ai domiciliari, che avrebbero messo in piedi un’associazione a delinquere con uomini e società a disposizione in mezza Europa e in Medio oriente per realizzare un “commercio illecito” nel settore del carbon trading. Già negli anni scorsi era stato accertato un presunto traffico illecito di “quote di emissione di Co2”, ossia i cosiddetti “certificati neri” attestanti la “riduzione di inquinamento da ossido di carbonio da parte delle aziende”, introdotti con una direttiva europea del 2003. Per i pm  Carlo Nocerino e Adriano Scudieri – gip Stefania Donadeo – gli arrestati avrebbero messo in atto “ripetute e sistematiche frodi carosello” attraverso l’interposizione di società fittizie per appropriarsi dell’Iva connessa alle transazioni sui certificati neri. L’Iva non pagata in Italia sarebbe stata poi portata all’estero con la creazione di fondi neri. Tra i capi della presunta associazione, secondo il gip, figurano E. B., un francese di 33 anni residente a Parigi, R. M., un’albanese di 31 anni, anche lei residente a Parigi, e M. P., romano di 50 anni. Tre società con sede a Milano avrebbero funzionato come “collettore di fatture false e da interfaccia con i reali cessionari delle quote Co2, fungendo da cassa dell’organizzazione”. Tra gli indagati figurano anche alcuni professionisti, tra cui l’avvocato E. A., per il quale, però, il gip ha respinto la richiesta d’arresto.