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Prostituta soggetta a tassazione

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È di questi giorni la convocazione dell’agenzia delle Entrate per una prostituta attiva in Riviera adriatica, precisamente a Rimini. Il Fisco le chiede spiegazioni circa i depositi in conto corrente  redditi sui quali la donna non ha mai pagato le tasse. L’accertamento al momento fa riferimento al 2011 anno in cui la donna aveva sul conto circa 20 mila euro. Sui numerosi versamenti in contanti, se ciò che dirà sarà considerato inattendibile partirà il cosiddetto accertamento induttivo e i 60 giorni per le memorie difensive, previsti però in caso di professioni riconosciute. “Ci difenderemo dicendo la verità – ha annunciato l’Avv. Marco Lunedei – che la mia cliente esercita la prostituzione, quindi dovranno spiegarci come aprire partita Iva, scaricare le spese e tenere una contabilità”. Sui redditi da prostituzione, comunque, la Corte di Cassazione nel 2013 ha sentenziato che sono soggetti ad imposizione diretta.
  • Francostars |

    Difatti, la prostituzione in Italia è già tassata, non solo per merito della Sentenza della Corte di Giustizia Europea del Lussemburgo del 20 novembre 2001, causa C-268, seguendo gli attuali articoli 3 TUE e 119 TFUE del Trattato di Lisbona, ma anche ai sensi dell’articolo 36 comma 34bis della Legge 248/2006, come chiarificato dalla Cassazione con le pronunce n. 10578/2011 e 18030/2013. Il Codice relativo è 96.09.09 “Altre attività di servizio per la persona non classificabili altrove”. Cosa aspettano i sex workers ad aprire la partita IVA e pagare le tasse in merito?
    Ha capito signor avvocato?

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