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A Genova Uber non è un taxi abusivo

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«Non si tratta di un taxi abusivo, perché non si tratta di un servizio di trasporto pubblico, ma di un servizio di trasporto privato». Lo ha scritto il giudice di pace di Genova, Giovanni Gualandi che ha restituito la patente di guida a un driver di Uber nella motivazione della sentenza con cui ha annullato la sanzione amministrativa per esercizio abusivo della professione di taxista. «Uber è una condivisione volontaria di un’auto privata per esigenze di mobilità all’interno di un social network – scrive ancora il giudice -. Infatti si differenzia dal servizio di trasporto pubblico perché non é obbligatorio, non ha tassametro, non ha partenze da piazzole riservate e non ha un’utenza indifferenziata». Il driver è stato difeso dall’avvocato Matteo Repetti. Secondo quanto appreso da fonti vicine al sindacato dei tassisti  con la sentenza il giudice di pace non ha legittimato il servizio di Uber ma ha ritenuta “non corretta l’interpretazione del vigile urbano che ha contestato al driver Uber l’articolo 86 del Codice della strada che norma l’attività del tassista piuttosto che l’art. 85 sul noleggio delle autovetture con autista”.

  • Gianfranco |

    Servizio privato o non privato non centra niente perche’ chi unque si inventi un lavoro come sta facendo Uber ,sovvenzionato da grandi multinazionali, che entra nel mercato illudendo il consumatore di dare un servizio (privato o no) migliore in realta vende fumo negli occhi perche una volta introdotto conquista altri settori sfrutta i suoi lavoratori paga il minimo di tasse (ovvio) e successivamente dara’ un sevizio scadente .

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