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Gli ingiusti tempi della giustizia

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“Il 37% delle cause durano più di tre anni, il 18% sono nella media mondiale, solo l’11% rappresentano la virtù perché hanno tempi di durata delle cause inferiore alla media mondiale”. Lo spiega Mario Barbuto, capo del dipartimento organizzazione della Giustizia, in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “I 27 migliori tribunali in Italia – afferma – hanno una durata del processo di 490 giorni, 16 tribunali di 663 giorni e 96 tribunali sotto media con 965 giorni. La media mondiale è 631 giorni. Svizzera, Germania e Francia sono attorno ai 390 giorni”.

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    In Italia tutto è ingiusto e inefficiente. La politica, la burocrazia, il fisco, tutti i servizi di uno stato moderno sono sotto i parametri mondiali. Il popolo è sempre alla fine sovrano, anche suo malgrado, anche quando è bue come in Italia. Ma la cosidetta “crisi” ci costringe ad un bilancio-giudizio dell’Italia repubblicana. La magistratura non può sfuggire anche essa a questo esame storico della sua utilità ed efficienza. Le leggi anticorruzione e di riforma della giustizia, sono l’ultima occasione perchè il popolo italiano eviti un giudizio negativo sulla magistratura, che, a mio avviso, si è caricata di responsabilità che non possono essere tutte sue, ma ricavandosi un ruolo, almeno sui media, di salvatore della patria, di “giustiziere” delle inedeguatezze dello Stato. Questo comporta la conseguente obbligatorietà della efficacia della sua azione di “giustiziere”. La magistratura rischia, assumendo questo ruolo, di accollarsi colpe di inefficienza che non possono essere solo sue. Questo deficit culturale-politico è la cosa che dovrebbe far paura ai magistrati più attenti a non farsi mettere in mezzo al fascio dei fallimenti istituzionali dello Stato.

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