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Tribunale di Milano: non vanno resi i soldi ottenuti per amore

Divorzio
Non c’è «truffa sentimentale» quando un partner menta all’altro sui propri sentimenti per farsi prestare del denaro che poi non restituisce. A metterlo nero su bianco sono i giudici del Tribunale di Milano prendendo spunto dalla vicenda di una donna che, dopo aver prestato 16mila euro al suo compagno il quale le aveva promesso di costruire con lei una famiglia e restituirle il denaro, è stata scaricata vedendosi restituiti solo 280 euro. In questo caso, il «semplice mentire sui propri sentimenti», ossia la «nuda menzogna», non «integra una condotta tipica di truffa». Per questo il Tribunale ha assolto un uomo che era accusato di truffa e appropriazione indebita per aver sfruttato, secondo l’accusa, l’amore provato per lui da una donna, intascando il denaro. La sentenza è stata pronunciata lo scorso luglio dal giudice Ilio Mannucci Pacini e le motivazioni, depositate qualche giorno fa, sono state pubblicate sul sito. L’uomo era imputato per aver «indotto in errore» la donna nel 2009, sfruttando il suo «sentimento affettivo» assicurando, in particolare, «a quest’ultima che l’avrebbe portata in Perù ove avrebbe iniziato un’attività commerciale». E si «sarebbe fatto corrispondere svariate somme di denaro per un importo complessivo di 16.500 euro», mai restituite «nonostante le ripetute richieste».