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Barcellona, lavoratore vince ricorso alla Corte di giustizia Ue dopo taglio del 25% dello stipendio

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La risoluzione di un contratto di lavoro in seguito al rifiuto da parte del lavoratore di acconsentire a una modifica unilaterale e sostanziale, a suo svantaggio (riduzione salariale del 25 %), degli elementi essenziali di tale contratto costituisce un licenziamento ai sensi della direttiva sui licenziamenti collettivi.  Così la sentenza della Corte di giustizia Ue  nella causa 422-12 emessa l’11 novembre 2015 riguardante un lavoratore portoghese. Secondo la legge spagnola, nelle imprese che occupano fra 100 e 300 lavoratori, per «licenziamento collettivo» s’intende la risoluzione di contratti di lavoro per cause oggettive, qualora, nell’arco di un periodo di 90 giorni, tale risoluzione riguardi almeno il 10 % del numero di lavoratori. Il 3 settembre 2013 la società Gestora Clubs Dir, SL impiegava 126 dipendenti, di cui 114 con contratto a tempo indeterminato e 12 con contratto a tempo determinato. Nel periodo compreso tra il 16 e il 26 settembre 2013, la Gestora ha proceduto a 10 licenziamenti individuali per ragioni oggettive, tra cui quello del sig. Cristian Pujante Rivera.Il sig. Pujante Rivera ha proposto ricorso contro la Gestora e il Fondo de Garantía Salarial (Fondo di garanzia salariale) dinanzi al Juzgado de lo Social n. 33 di Barcellona (Tribunale del lavoro n. 33 di Barcellona, Spagna), in quanto ritiene che tale società avrebbe dovuto applicare la procedura di licenziamento collettivo.